TUTTI GLI APPRENDIMENTI PASSANO ATTRAVERSO IL PRORIO CORPO E I SUOI GESTI NATURALI.

Il bambino, prima di conoscere un libro, un materiale didattico, una scuola, uno sport compie lo sviluppo di gran lunga più grande rispetto a tutta la sua storia futura. Questo a livello sensoriale, motorio, cognitivo, affettivo; tutto questo avviene giocando con il proprio corpo.
Ma perché giocare è così ricco, così completo? Perché il bambino si trova da solo con il proprio corpo di fronte alla complessità di stimoli del mondo e per giocare deve ritagliarsi una fetta di questa complessità: un compagno, dei materiali, degli ambienti, un tempo. Tutto diventa piacere senso-motorio. In tutte le altre esperienze, pensate e prodotte dagli adulti, questa operazione fondamentale di ritaglio è fatta dagli altri. Una proposta fatta di gesti naturali, invece, è un percorso guidato per portare apprendimento.
Anche gli sport sviluppano "capacità", ma la differenza è che sono molto specializzati verso l'una o l'altra e comunque la metodologia è quella tipicamente tecnica, mentre il gioco naturale è un mettersi "a rischio"…..come specchio delle proprie possibilità, dei propri limiti senza umiliazioni, senza sconfitte.
Camminare, correre, saltare, arrampicare, rotolare, scivolare, dondolare, lanciare, afferrare -in altre parole tutti i movimenti naturali - diventano gesti necessari per sviluppare le diverse capacità coordinative, le loro combinazioni, inoltre permettono di scoprire sempre più quello che il proprio corpo sa fare e inventare anche ciò che un adulto non ha pensato.
E' una grande avventura che i nostri bambini ormai chiusi in cortili, palestre con attività e regole per adulti, dovrebbero avere il diritto di vivere.
Maritano Patricia
responsabile del progetto "Sport-gioco-avventura" della Uisp di Novara

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